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Pagina dedicata a curiosità e fatti piccoli e grandi di interesse attuale, evidenziati anche in base all'analisi delle ricerche compiute su google.

A cura di Marcello Poggi

16/03 2018

LA GIORNATA MONDIALE DEL SONNO

Oggi è la giornata mondiale del sonno, una ricorrenza importante per fermarci a pensare a qualcosa che occupa circa 1/3 della nostra vita ma che ancora fatichiamo a spiegare scientificamente. I ritmi odierni hanno portato a sacrificare questo sonno, pensando di poter comprimere le ore dedicate ad esso. Ma se è vero che abbiamo una certa capacità di adattamento, alla lunga è importante seguire il proprio ritmo. Non è uguale per tutti. C'è chi dorme meglio al mattino, chi alla sera. C'è chi può dormire 6 ore sentendosi riposato, chi ha bisogno di 9 ore. A cosa serva il sonno è ancora un mistero, ma sembra che serva a riequilibrare il cervello, che di giorno impara, di notte elimina i ricordi di troppo e fissa quelli importanti. Recente la scoperta che anche pochi giorni di insonnia sono in grado di causare un assottigliamento della guaina mielinica che ricopre i nostri neuroni. Con l'insonnia aumenta anche il rischio di infarti, ictus e malattie, il sistema immunitario si indebolisce e la pressione arteriosa aumenta.
Dormire non significa solo dormire il giusto numero di ore, ma dormire bene, senza risvegli contini o sonno leggero e anomalo. A volte sono gli stessi farmaci che favoriscono il sonno a...disturbarne la qualità. Ad ogni modo dormire è importante e se non è possibile essere riposati con i metodi tradizionali (per esempio non lavorare appena prima di dormire, abbassare o spegnere le luci un pò prima di dormire) è certamente il caso di chiedere un aiuto farmacologico, almeno per breve tempo. Il rapporto costo/benefici è tutto a favore del buon riposo. Una volta si diceva che chi dorme non piglia pesci, la realtà è proprio l'opposto. E non vergognatevi ad essere  stanchi! In altri Paesi più evoluti si organizzano spazi dove fare un riposino dopo pranzo in azienda!



12/03/2018

TERREMOTI AI CAMPI FLEGREI


Nelle ultime settimane decine di terremoti stanno interessando l'area dei Campi Flegrei, nel napoletano a nordovest del capoluogo, dove si registra anche un lieve ma costante sollevamento del suolo, da qui un livello di attenzione già individuato nella zona (allerta gialla). Nella giornata odierna si è assistito ad una intensificazione della sismicità, con una trentina di scosse situate tra 1 e 3 Km di profondità e una magnitudo massima di 2,4. Boati sono stati avvertiti n particolare nella zona di Pozzuoli. Questo ha generato preoccupazione tanto da essere rilevata una impennata di domande "rivolte" a google per avere maggiori informazioni.
Ma cosa sono i Campi Flegrei? Sono davvero così pericolosi?
Siamo abituati a intendere come vulcano soltanto la montagna alla cui cima c'è un cratere dal quale sgorga lava, che risale dalla camera magmatica attraverso un condotto. Tuttavia, grazie a fenomeni esplosivi -dipendenti dalla natura del magma originario e dalla densità delle rocce- succede che un edificio vulcanico possa collassare o sprofondare: in questo caso, non esiste più un condotto, ma superficie e camera magmatica sono a diretto (o quasi) contatto. Prende il nome di caldera.I Campi Flegrei, quindi, sono una grande caldera, in stato di quiescenza (negli ultimi 3500 anni solo un'eruzione, nel 1538), di diametro di quasi 15 km; un "campo vulcanico" delimitato da piccoli rilievi corrispondenti a fessure e piccoli crateri dove troviamo manifestazioni gassose effusive (Solfatara, foto sotto) o idrotermali.

Nella sua storia geologica si sono avute due grandi eruzioni, 39'000 e 15'000 anni fa, connesse a due episodi di sprofondamento che, sovrapponendosi, hanno dato origine a una caldera complessa.In particolare, quella di 39'000 anni fa è stata la maggiore eruzione esplosiva nell'area mediterranea degli ultimi 200'000 anni, seppellendo gran parte dell'attuale Campania sotto una spessa coltre di tufi (depositi vulcanici).Fino a circa 4'000 anni fa il tempo medio che intercorreva fra un'eruzione e l'altra era di circa 50/70 anni, generando numerosissimi edifici vulcanici ancora ben conservati ed esposti.
Le attività più recenti dei Campi Flegrei sono date da due episodi di bradisismo (ossia movimento lento e verticale del terreno) nel 1970/72 e nel 1982/84: l'innalzamento del suolo è stato rispettivamente di 170 e 350 cm.Vediamo nel grafico sotto, costruito dall'Osservatorio Vesuviano, i due picchi negli anni 70 e 80 relativi a quanto detto precedentemente. Tra fine anni 80 e anni 90 c'è stata temporaneamente una tendenza a un abbassamento del suolo, mentre negli ultimi 10/20 anni la tendenza è quella a un nuovo sollevamento.

Se le continue scosse registrate recentemente (superficiali, nell'ordine di centinaia di metri o pochissimi km, segnale di un movimento del magma) e il continuo sollevamento del suolo siano un segnale predittivo non è possibile saperlo. Sono stati installati strumenti di monitoraggio continuo sulla sismicità, sulle deformazioni del suolo e sulle emissioni di gas per tenere sotto controllo l'attività vulcanica. Perché, data la sua storia geologica, una possibile sua eruzione potrebbe comportare gravissime conseguenze, non solo per la situazione eruttiva in sé, ma in quanto in un'area densamente abitata.


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