Il rischio tornado in Italia

Nella serata di Lunedì 12 Marzo un tornado ha colpito il Casertano, provocando numerosi danni e anche diversi feriti. È stato il primo dell'anno in Italia, per cui possiamo dichiarare che si è aperta la stagione. Perché, contrariamente a quanto si pensi, in Italia i tornado non sono così inusuali, anzi, grazie alla particolare orografia siamo il Paese europeo che mediamente registra il maggior numero annuale di eventi tornadici: se per il Centro-Sud il mare è una naturale fonte di energia, al Nord la conformazione della Valpadana permette di avere dinamiche tornadiche simili a quelle che decine di volte all'anno colpiscono le grandi pianure statunitensi.



Partiamo col dire che tromba d'aria e tornado sono la stessa identica cosa. "In Italia ci sono solo trombe d'aria, non tornado" e "Si dice tromba d'aria quando è debole" sono due convinzioni totalmente errate. 
Si chiama tornado quando vi è un cono che -ruotando su se stesso- dalla nuvola scende verso il suolo, toccandolo.
Il tornado si forma in particolari condizioni di direzione e intensità del vento alle varie quote (solitamente accumulo di aria al suolo e "vuoto" d'aria in quota), uniti alla massiccia presenza di energia (aria caldo-umida) alle basse quote. In questo caso la possente nube temporalesca, alta una decina di km, ruota anch'essa su se stessa, e prende il nome di mesociclone, e il temporale viene chiamato a supercella.
Altre volte, però, i tornado possono formarsi anche da nubi temporalesche che non ruotano, esclusivamente grazie a forti convergenze al suolo: sono i cosiddetti tornado landspout o waterspout (dipende se sono sulla terraferma o sul mare).
Spesso viene erroneamente chiamato tromba d'aria quell'evento temporalesco con vento forte e secchiate d'acqua orizzontali, fumose: il termine corretto è downburst (letteralmente "scoppio verso il basso", poiché le forti correnti discendenti arrivano al suolo violentemente spargendosi poi in tutte le direzioni, proprio come se fosse uno scoppio). Per cui, solo nel caso in cui viene avvistato il cono si può parlare di tromba d'aria.
Vengono classificati in base alla loro intensità in una scala che va da 0 a 5 (Scala Fujita F, poi corretta in Enhanced Fujita EF negli ultimi anni grazie a ulteriori studi): i più deboli e anche i più numerosi, gli EF0, hanno venti tra 100 e 140 km/h circa, fino ad arrivare agli EF5, estremamente rari, con venti che superano i 320 km/h.
Nella foto sotto, tipico tornado landspout (base della nuvola alta e orizzontale), fotografato da Voghera verso Milano il 22 Maggio 2016.



In Italia buona parte dei tornado documentati sono marini, inoltre il numero di quelli da supercella è minore e maggiormente concentrato sulla Pianura Padana. Tuttavia, sono proprio quest'ultimi ad aver fatto notizia: ricordiamo il tornado nel Modenese del 2013 (classificato con EF2/3), il tornado nel Veneziano del 2015 (EF3), ma il record italiano spetta a quello in Oltrepò Pavese del 16 Giugno 1957 (EF4/5).
Nonostante in Italia non siano rari, non esiste alcuna conoscenza di base su questi fenomeni. Troviamo infatti numerosi video amatoriali di persone a pochi passi dal tornado senza essere consci del rischio che in quei momenti corrono; non tanto per il tornado in sé, quanto per i detriti che solleva, che possono essere scagliati ad alta velocità anche a parecchie centinaia di metri di distanza.
Nella cartina sottostante sono segnati tutti i tornado documentati negli ultimi decenni. Nella zona del Casertano storicamente ce ne sono già stati, dunque possiamo concludere che è stato un fenomeno che risiede nella normale climatologia della zona, seppur estremo.





Le classificazioni vengono fatte nelle settimane successive grazie a studi e documentazioni anche sul posto, non c'è una correlazione diretta tra grandezza del tornado e sua intensità. Tuttavia, secondo le prime stime vedendo l'entità dei danni, quello di Caserta di ieri sera si potrebbe classificare come EF1/2.

Dalle foto (prese dalla pagina Facebook "Tornado in Italia") e dal video che vi proponiamo possiamo intuire come sia stata una supercella a generarlo (il cono scende da una nube più bassa e più larga).

Frame video mentre un traliccio viene tranciato, generando una forte luce








Un evento, abbastanza imprevisto anche considerando il periodo, che rimette alla luce l'elevato rischio tornadico nel nostro Paese.

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